

Archive for the 'Arte' Category
Dal 23 al 25 Aprile 2010, a Pompei, la terza edizione di Sapori & Saperi, dedicata al gusto italiano, presso il Santuario.
Si rinnova il tradizionale appuntamento con l’evento fieristico dedicato al mangiar bene.
La fiera, dedicata ai prodotti alimentari tipici vuole promuovere la tradizione campana e italiana, favorendo l’incontro diretto tra produttori e consumatori.
Protagoniste saranno le specialità italiane presenti sulle nostre tavole e che hanno contribuito da sempre a rendere particolare ed unica l’immagine del Paese nel mondo: dall’olio ai vini, dai pomodori alla mozzarella, dai formaggi alla frutta, dal pesce agli ortaggi.
Ma Sapori & Saperi punta anche alla promozione del territorio, in chiave turistica e culturale: a Pompei le ricchezze della terra si sposano con i tesori della storia e della fede, in un viaggio affascinante tra i percorsi del gusto e della qualità.
Info:dal 23-01-2010 al 25-01-2010
Santuario di Pompei
Piazza Bartolo Longo
Pompei
Napoli
Dal nostro b&b a Napoli, Casa Mira Napoli arriverete in pochissimo tempo ed anche molto facilmente alla cittadina di Pompei e potrete unire così la visita al Santuario, la fiera ed anche la vostra indimenticabile vacanza nella splendida città di Napoli.
Vi aspettiamo.
Ritorno al barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli.
Napoli ricorda la grande stagione del Barocco. Lo fa con la grande mostra (promossa dalla Regione Campania e curata da Nicola Spinosa) dislocata in sei prestigiosi musei cittadini per sei esposizioni tematiche, più una serie di itinerari ad hoc. Rivivono così, da questo inverno alla prossima primavera, trecentocinquata opere della lunga stagione d’oro dell’ex capitale europea, tra dipinti, disegni, sculture, arredi, gioielli, tessuti, ceramiche e porcellane. In bella mostra pure chiese, certose, collegiate e palazzi per rimarcare l’immagine opulenta e dinamica della Napoli di quel tempo. Due secoli irripetibili per una città in prima linea nelle arti, sfarzosa, sgargiante e coinvolgente agli occhi dei tanti viaggiatori. Con questa importante e rara rassegna si omaggiano quei fasti. Da geniale contrappunto farà l’altra grande mostra, nome post-moderno Barock, organizzata al Museo Madre, nelle cui sale illusioni barocche e realtà rivivono in una versione riveduta e corretta dall’arte contemporanea.
da sabato, 12 Dicembre 2009
a domenica, 11 Aprile 2010
Napoli
Via Miano 2,
Museo Nazionale di Capodimonte
Napoli, Via Miano 2, +39 848 800 288
+39 081 2294498
http://www.ritornoalbarocco.it
mostre@ritornoalbarocco.it
Orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 18. Sabato dalle 9 alle 14.
Innamorati del Barocco
Visita guidata alla mostra “Ritorno al Barocco”
Museo Nazionale di Capodimonte
Domenica 14 febbraio ore 10,30
ArteMisia invita a ‘INNAMORATI del Barocco’, un periodo ricco di fascino, segnato dalla presenza a Napoli di grandi artisti come Caravaggio, Ribera, Giordano, Solimena e tanti altri.
La mostra offre l’opportunità di ammirare capolavori unici, dipinti, disegni, maioliche, arredi straordinari per la loro preziosità, provenienti da collezioni private e da musei stranieri.
Il Barocco vi aspetta!
Costo a persona 15 € comprensivo del biglietto d’ingresso
Prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni 338.1830609 - 3396480623- 347.7645441
info@artemisia.na.it
Giorgio De Chirico. La suggestione del classico
Una proposta inedita: insieme metafisica e mondo classico greco. In mostra sculture e dipinti realizzati dal De Chirico tra gli anni venti e settanta. Una preziosa testimonianza del rapporto che legava il maestro della metafisica - nato a Volos, in Grecia, nel 1888 - all’arte ellenica. È il primo decennio del Novecento quando l’anima, le forme e i personaggi del mito greco, la quieta grandezza delle statue e gli assolati silenzi del paesaggio meridionale diventano (e rimangono) gli spunti ispiratori dell’artista. Accade così che le ‘sue’ teste marmoree, le anfore e le imponenti statue trasudano tutte di arte classica. Quel mondo, colto e raffinato, rivive oggi a Cava de’ Tirreni.
Cava de’ Tirreni (SA)
Piazza San Francesco 1,
Galleria Civica d’Arte
Cava de’ Tirreni (SA), Piazza San Francesco 1, +39 089 349029
http://www.mostradechirico2009.com
Da Casa Mira Napoli potreste raggiungere facilmente la mostra e poi tornare a Napoli a godere il fascino della nostra bellissima città.
Prorogata fino al 31 -01-10 la straordinaria esposizione al museo Diocesano di Napoli, del Cristo Ritrovato, il Crocifisso ligneo attribuito all’ancor giovane , ma già grande maestro Michelangelo Buonarroti.
L’eccezionalità dell’opera è data dalle proporzioni perfette, inscrivibili in un cerchio ed in un quadrato come il celebre uomo vitruviano, e dalla correttezza anatomica e qualità scultorea che hanno caratterizzato l’arte di Michelangelo giovane.
Figura di concezione grandiosa e nobile, vigorosa e delicata nel contempo, curata nel dettagli, il ” Cristo Crocifisso” si impone con la maestà e l’intensità di una scultura monumentale poppai della lavorazione di Michelangelo.
Proprietà di un antiquario torinese, la preziosa scultura sarebbe stata realizzata intorno al 1945 da un Michelangelo appena ventenne.
info
Museo Diocesano di Napoli
Largo Donnaregina-80138- Napoli
Tel 0815571365
info@museodiocesanonapoli.it
www.museodiocesanonapoli.it
Fino 10 Gennaio 2010, The Apartment Contemporary Art, ospiterà la mostra collettiva Ritorno al Futuro.
La mostra è dedicata ad un’arte che sa avanti senza cercare fughe impossibili, di tre artisti italiani che da anni lavorano in ambito internazionale, che sanno confrontarsi sia con la tradizione che con la tecnologia.
Gli artisti che espongono nella nuova galleria napoletana sono Paolo Consorti, Robert Gligorov, ed Enrico T. de Paris e rappresentano al meglio una ricerca artistica consapevole e ironica, che spazia dalla pittura al digitale, dalla scultura all’istallazione.
Il progetto è costruito attorno al tema del sapere mettere d’accordo la ricerca, l’idea di un futuro che si costruisce sotto i nostri occhi, con una forza di comunicazione e e narrazione forte e originale.
La galleria con questa mostra vuole inaugurare un percorso di esposizioni con attenzione ad artisti italiani che hanno una forte personalità ed un riscontro a livello internazionale, con mostre e progetti realizzati per il nuovo spazio napoletano.
Weekend al museo. Ballo a corte: una favola ‘reale’.
Dal confronto con le opere del passato, testimonianza tangibile del genio umano e del suo sviluppo, possono scaturire idee innovative. E così i musei di Capodimonte, San Martino, Duca di Martina e Villa Pignatelli diventano veri e propri laboratori di creatività, ospitando una serie di appuntamenti all’insegna della contaminazione dei diversi linguaggi artistici, dalla pittura e scultura al teatro, dalle arti decorative alla musica. E’ la volta di Ballo a corte: una favola ‘reale’. Un inaspettato invito a palazzo del re Ferdinando e della regina Maria Carolina diventa una divertente occasione per visitare il sontuoso appartamento della reggia borbonica e apprendere la complessa etichetta imposta dal cerimoniale di corte. Una visita-spettacolo per grandi e piccini con Salvatore D’Onofrio e Rosanna Gagliotti.
Il laboratorio è organizzato dalla Sopraintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico, etnoantrpologico e per il polo museale della città di Napoli, in collaborazione con Associazione progetto museo e Teatro stabile di innovazione le nuvole e con il patrocinio della Regione Campania - Assessorato al turismo e Assessorato ai beni culturali.
domenica, 6 Dicembre 2009
Capodimonte, Napoli
via Miano 2
Museo di Capodimonte
Capodimonte, Napoli, via Miano 2 +390812395666
info@lenuvole.com
Dall’inizio di novembre fino all’Epifania è un brulichio incessante di appassionati di arte presepiale o semplici curiosi. I vicoli tra Piazza San Domenico Maggiore e i Tribunali, passando per Via San Biagio dei Librai fino a San Gregorio Armeno, sono gremiti di persone sino all’inverosimile.
E’ proprio lì, tra il decumano maggiore e il decumano minore, che si concentra tutta la produzione artigianale napoletana di pastori e di presepi: una tradizione che non trova eguali al mondo e che richiama turisti in ogni periodo dell’anno.
Le botteghe di San Gregorio Armeno, infatti, sono aperte oltre il periodo natalizio, in quel ritmo senza fine di un lavoro che va avanti da generazioni.
Risale al Settecento la grande diffusione del presepe (ma se ne ha notizia già intorno al 1025), durante il regno di Carlo III, quando cominciò a farsi strada il mestiere del “figurinaio”, creatore di pastori di terracotta o di ceramica, dipinti a mano e abbigliati di tutto punto. Al mestiere del figurinaio si ricollega un nome illustre, quello di Giuseppe Sanmartino, autore, tra l’altro, del celeberrimo Cristo Velato, conservato nella Cappella di San Severo di Napoli.
E allora, in una delle tante botteghe artigiane del cuore di Napoli, si possono acquistare, anche in questo periodo, statuette di terracotta o di stoppa, con l’anima di ferro e la testa di ceramica: popolani e re magi, sacra famiglia e accessori di tutti i tipi, oltre, ovvio, a presepi di qualsiasi dimensione, in miniatura o in campana. E ancora: contadini, pescatori, artigiani, mendicanti, tutto un popolo colto nelle attività quotidiane o in momenti di svago, nei mercati, nelle botteghe, nelle taverne, nelle vie e nelle piazze, in scorci di vita cittadina o paesana.
La storia del presepe
Si avrebbe notizia del presepe a Napoli già nel 1025, in un documento che nomina la Chiesa di Santa Maria del presepe, e nel 1324, quando viene citata ad Amalfi una “Cappella del presepe di casa d’Alagni”.
E’ nel XV secolo che compaiono i primi “figurarum sculptores”, autori di sacre rappresentazioni in chiese e cappelle napoletane (San Giovanni a Carbonara dei fratelli Pietro e Giovanni Alemanno, San Domenico Maggiore, Sant’ Eligio e Santa Chiara). Si tratta di statue lignee policrome a grandezza naturale, in atteggiamenti di intensa religiosità, poste davanti ad un fondale dipinto.
Verso la metà del 1500, nasce il presepe moderno. Secondo la tradizione vuole, nel 1530, San Gaetano da Thiene crea, nell’oratorio di Santa Maria della Stelletta, un presepe con figure in legno abbigliate secondo i costumi del tempo. Nel corso del secolo iniziano anche a comparire i primi accenni al paesaggio in rilievo, mentre al bue e all’asinello si aggiungono cani, pecore e capre. Nel 1627 si giunge alla realizzazione del primo presepe mobile a figure articolabili, allestito dai padri Scolopi nella loro chiesa alla Duchesca intitolata alla Natività, oggi scomparsa
La maggiore diffusione del presepe a Napoli si ha nel ‘700 e coincide con il Regno di Carlo III di Borbone, sovrano che riporta il capoluogo partenopeo a un’intensa fioritura culturale e artistica, testimoniata, appunto, anche dalla magnifica produzione presepiale.
Le tecniche di realizzazione dei personaggi presepiali mutano, sostituendo la statua scolpita con manichini dotati di un’anima di filo di ferro, arti in legno e teste di terracotta ricavate da piccoli stampi. Quella del “figurinaio” diviene una vera professione, che richiama all’opera anche le donne di casa per il taglio e la cucitura delle vesti. Nasce, inoltre, lo “scoglio”, una sorta di sperone roccioso che, a seconda delle dimensioni può ospitare la scena della sacra famiglia o costituire la base per tutto il paesaggio presepiale.
Anche la grotta vera e propria, con una miriade di Angeli, viene sempre più spesso sostituita con le rovine di un tempio pagano. Ne è esempio eccellente il Presepe Cuciniello, conservato presso il Museo di San Martino. La scena della Natività è sempre più defilata rispetto allo scenario circostante, carico di personaggi e paesaggi, tra i quali spicca il corteo dei magi reso più esotico.
Lo stesso re si circonda di scenografi, artisti e architetti, tra i quali il Nauclerio che, attraverso tecniche di illuminazione, simulava il passaggio dal giorno alla notte e viceversa, e Cappello, De Fazio e Mosca. La regina e le dame di corte confezionano minuscoli abiti per i manichini con le stoffe tessute negli opifici reali di San Leucio. Il presepio, immenso, viene allestito in alcuni saloni del Palazzo Reale di Napoli, con centinaia di personaggi e una gran cura per i dettagli.
Anche il resto del popolo ha il suo presepe, ogni casa ne ha uno, seppure con pochi pastori, dentro la cosiddetta “scarabattola”, una teca da appendere al muro o tenere sul comò.
Campania / In mostra la Grandeur barocca
20/11/2009
Non è solo una grande mostra. “Ritorno al barocco” è un baule di ricordi che si apre e anche un’istantanea sugli eredi di quella grande stagione. Napoli deve ad essa la sua grandeur e la Campania ne è stata sicuramente sua complice. Sculture, dipinti, disegni, gioielli, ceramiche e porcellane sono il top espositivo, diffuso in sei straordinari musei cittadini, da Capodimonte a Castel Sant’Elmo, da San Martino e Floridiana a Palazzo Reale e Villa Pignatelli.E’ la Grande Mostra, l’asso che Napoli cala, insieme alla rivisitazione di chiostri, chiese, collegiate e palazzi nobiliari, sul mercato del turismo internazionale. Da contrappunto ai due secoli d’oro farà “Barock”, l’altra grande mostra, presente al Madre e votata al gioco contemporaneo tra reale e immaginario attraverso le opere neo-barocche di 28 artisti, tra i quali Hirst, Kounellis, Cattelan, Koons, Kapoor, Cartsen Nicolai.Ma stavolta i musei saranno solo una ruota dell’ingranaggio messo su per valorizzare il turismo a Napoli e in Campania. Esposizioni ed eventi sono diffusi nelle cinque province della regione lungo l’arco di due stagioni, inverno e primavera. Il barocco è Natale a Napoli 2009, sarà nelle note dei tantissimi concerti organizzati in tutta la regione, sarà visto dal mare per inedite “visioni”, si mostrerà nel calore dei presepi, diventerà cinema a Capri e Sorrento e chitarra e mandolino a Ischia, s’incendierà con i falò di Nusco e stupirà con le macchine sceniche ad Avellino, si vestirà di costumi d’epoca a Benevento e s’illuminerà con giochi di luce a San Leucio, ecciterà la vista con la danza a Salerno e rievocherà nobili matrimoni d’epoca a Ravello.Sarà evento globale, come tale presentato recentemente al World Travel Market di Londra e illustrato dall’assessore regionale al turismo, Riccardo Marone, e dalla direttrice del Museo di Capodimonte, Mariella Utili, all’Istituto italiano di cultura della capitale britannica.Campagna di comunicazione griffata e realizzata da Eugenio Recuenco, fotografo e regista spagnolo di fama, che cercherà di mostrare il volto più seducente di Napoli e della Campania.
La Reggia e Regine
E’ una mostra inedita quella curata dalla Collezione Tirelli Costumi, che per la prima volta espone nella Reggia di Caserta un abito autentico di Maria Carolina, lo stesso indossato in un dipinto di Filippo Marsigli del 1789 che farà da sfondo all’originale. La mostra dei ventidue abiti, nella ricostruzione scenica di Flora Brancatella, sottolinea la creatività dei Borbone che con la realizzazione delle Seterie di San Leucio dettarono i canoni della moda tra ‘700 e ‘800. da sabato, 28 Novembre 2009
a domenica, 10 Gennaio 2010
Caserta
Viale Giulio Douhet 2a
Reggia di Caserta
Caserta, Viale Giulio Douhet 2a +39 0823 550011
+39 0823 326300
http://reggiadellemeraviglie.com


PORTUGUES
FRANCAIS
DEUTCH