Archive for the 'Arte' Category

Martedì 20 dicembre,ha riaperto per sempre La farmacia degl’ Incurabili , alle  16,30 ciò che il Celano vedeva,  è stato  nuovamente svelato ai napoletani.

La storica Farmacia e la cinquecentesca cappella di Montalto. Entrambe chiuse da quasi trent’anni e parte di un tesoro «medico» che non ha eguali in Europa. Qualche anno dopo la sua fondazione (voluta da Maria Lorenza Longo nel 1516, la cui causa di beatificazione giace da secoli nei cassetti del Vaticano) l’ospedale divenne una eccellenza medica dell’epoca. Non solo il primo nel Regno, ma in tutta Europa. Principesse e nobildonne facevano a gara per andarvi a partorire, mentre le erbe venivano preparate e mescolate con grande cura e perizia da suore e monache, che spesso traevano dai loro orti officinali medicinali miracolosi. Ma fu sempre pieno di opere d’arte perché «ciò che è bello non guarisce, ma aiuta a stare bene».

La farmacia degl’ Incurabili

Nel cortile barocco dell’antico complesso monumentale degli Incurabili, sulla collina di Caponapoli, simbolicamente  sono state riaperte  le porte dei due «scrigni». Grazie al «lavoro dell’azienda sanitaria - è scritto in un comunicato - che, a costo zero, sta recuperando, salvaguardando e valorizzando l’immenso patrimonio storico-artistico a lungo dimenticato negli ospedali e grazie ai numerosi volontari». Sono proprio questi giovani professionisti, medici, storici dell’arte, docenti, a permettere l’apertura della Farmacia e della Cappella. Nessun restauro, ma solo, ci tengono a precisare, «sono stati rimessi in ordine i luoghi che per troppo tempo erano stati abbandonati al loro destino». In altre parole quadri che erano appoggiati a terra sono stati rimessi al loro posto, come gli scaffali della preziosa Farmacia. Ma nulla è stato toccato o spostato dal suo ambito. Poi i volontari, raccolti nell’associazione «Il faro di Ippocrate», accompagneranno i turisti. Le visite saranno a numero chiuso e su prenotazione. Una ogni ora fino alle 14.

Si visiteranno la Quadreria, la Farmacia, la Cappella Montalto e il Museo della Arti Sanitarie. E qui c’è la seconda novità.  E’ stata  aperta   anche la terza sala dedicata a Giuseppe Moscati, «non il santo ma il medico». Grazie ai gesuiti sarà ricostruita la sua carriera e il suo lavoro di ricercatore. Vengono esposti documenti, lettere ma anche oggetti quotidiani a lui appartenuti. «Abbiamo voluto dare un segnale di positività in un momento così difficile per la città e per l’Italia intera - spiega il generale Scoppa - con l’obiettivo di riuscire ad avviare, insieme alle altre realtà costruttive, un fecondo circuito virtuoso che rimetta la cultura e la storia della città al posto che meritano, facendone innanzitutto il miglior biglietto da visita possibile ed anche una fondamentale risorsa». Opere d’arte che vengono ridonate ai napoletani. Un immenso patrimonio  a dire del Generale  Scoppa - che per molto tempo è stato dimenticato o addirittura abbandonato al degrado e alle razzie di ladri e vandali, ma che ora  si sta recuperando.   con l’aiuto di tanti volontari e persone di buona volontà.

E proprio per celebrare nel migliore dei modi l’evento, l’Asl e i volontari (tra i quali anche molti dipendenti dell’ospedale) hanno riunito in una sala della Farmacia alcuni capolavori che giacevano da decenni nei depositi degli altri ospedali storici napoletani. O che sono stati scoperti all’interno della stessa Farmacia, dove nei secoli hanno trovato rifugio dopo incendi, crolli o semplici ristrutturazioni dei luoghi in cui si trovavano. Sono state trovate opere bellissime e mai viste prima come il Sant’Antonio con Bambino, statua lignea del Seicento. «La Farmacia degl’Incurabili» risale al Settecento e fu realizzata su disegno di Bartolomeo Vecchione (1747-51) sulla vecchia spezieria del Cinquecento. E’ intatta (l’unica in Europa) ed è composta da due sale con l’originaria scaffalatura in legno, sulla quale vi sono ancora 400 preziosi vasi in maiolica dell’epoca, realizzati da Lorenzo Salandra e Donato Massa, lo stesso artista che ci ha lasciato le maioliche del chiostro di Santa Chiara. Appena entrati si nota la presenza di una scultura lignea che è l’allegoria dell’utero virginale. Un’opera che guarda a specchio un’altra simile, che si trova sulla parete opposta della Sala Grande ed è l’allegoria dell’utero «operato». Per info: 081/440647-3395446243

Fonte

Corriere del Mezzogiorno

Vincenzo Esposito
20 dicembre 2011

Da non perdere , tra le tante bellezze di questa incantevole città.

Noi del b&b Casa Mira Napoli, vogliamo che i nostri ospiti conoscano la

nostra città con le sue più belle opere d’arte. Napoli è unica al mondo!!!!



A Napoli quest’anno il Natale sarà magico. Il programma organizzato dal Comune di Napoli prevede teatro, musica, danza, spettacoli per i più piccoli e visite guidate. In un gioco di parole, che è anche il nome della manifestazione: «Natale ha Napoli». Tanti eventi in programma sino al 15 gennaio, che il Comune ha voluto raggruppare in un unico grande calendario.

A partire dal Premio Carosone, con lo spettacolo al teatro Augusteo (il 14 ) che prevede un ricco cast artistico che vede tra gli altri Nino D’Angelo, Giusy Ferreri, Raphael Gualazzi, Lorenzo Hengeller, Posteggiatori Tristi, Magoni & Spinetti, Rita Marcotulli, Gennaro Cosmo Parlato, Planet Funk e Federico Salvatore. E la mostra con le opere del mitico Renato «L’altra faccia di Carosone», al Maschio Angioino dal 12 dicembre fino al 7 gennaio.

AL CENTRO STORICO - Alla galleria Principe di Napoli, per la rassegna «Musica dentro», cinque concerti vedranno protagonisti Marco Tamburini quintet, Daniele Sepe band, Peppe Napolitano e i cantori di Napoli, Francesco Villani trio, Omar Sosa e Marco Zurzolo (direttore artistico) con la sua band. E ancora musica con i Foja, il 15 e James Senese il 28. Tanto da fare (e da vedere) anche al Pan, che tra i suoi appuntamenti propone una mostra (dal 17) dedicata a Graziella Lonardi Buontempo e, il 18, un laboratorio per bambini a cura di Re Mida e Unicef. Mostre ed eventi musicali saranno di scena poi al Maschio Angioino dove si terrà anche una grande tombola il giorno dell’Epifania. In pieno centro storico il complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore (dal 18 al 20) ospiterà varie performance musicali a partire dal live di Marco Sannini. Mentre al Succorpo dell’Annunziata (16 e 17) in scena Tina Femiano con lo spettacolo «Federì», Tony Cercola in concerto il 18, e «Il primo processo di Oscar Wilde» il 20. Ultimo appuntamento il 23 con il reading «Un bacio», dall’omonimo romanzo di Ivan Cotroneo. Dal 16 al 23 dicembre, al Conservatorio di San Pietro a Majella, porte aperte al pubblico per sette concerti d’autore. Musica anche a Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, alla Stazione Marittima e nella stazioni di piazza della Borsa e piazza Vanvitelli, con la manifestazione «Musica in Metrò». Come da tradizione, poi, da non perdere il concerto di Natale al Duomo dei Cantori di Posillipo e il 1 gennaio il concerto di Capodanno della Nuova Orchestra Scarlatti al Mediterraneo. Non mancheranno infine tante visite guidate alla scoperta del patrimonio storico e artistico della città.

Dal Corriere del Mezzogiorno : di Raffaele Nespoli

Se soggiornerai a Napoli al nostro b&B Casa Mira Napoli potrai trascorrere una vacanza memorabile, in una città viva e incantevole. Provare per credere …..



I Gerolamini ci sono sempre, ci sono sempre stati, e con grandi, grandissimi sforzi è sempre stata mantenuta viva questa fiamma di cultura cristiana ed umana. Vogliamo potenziarla, vogliamo aprirla. I Gerolamini hanno avuto il coraggio di aprire le porte…..
…ed è una bellezza che stordisce: fra i tesori inestimabili del patrimonio artistico e culturale di Napoli, ecco disvelarsi per la prima volta, lentamente, uno dei suoi gioielli più preziosi: ieri sera, 30 novembre, il complesso monumentale dei padri Gerolamini in via Duomo, ha aperto le porte del convento, ed ha inaugurato una mostra di disegni e stampe recuperati dall’archivio oratoriano del 700 e 800, ha aperto la storica sala della biblioteca detta del camino, ha fatto gettare uno sguardo sui 150.000 volumi e collezioni uniche al mondo, ed ha accompagnato i primi ospiti con una visita teatralizzata dall’associazione Nartea, che ha visualizzato gli antichi legami del convento che intrecciano la sua storia con la vita e la cultura napoletana.
Impossibile elencare tutti i tesori: dalle sculture di Bernini, Fanzago e Sammartino, ai dipinti della quadreria, da luca giordano a guido reni, da de ribera a Stanzione e Solimena: l’obiettivo, è quello di aprire alla visita di cittadini e turisti anche la parte finora nascosta del complesso.

Fonte : Scritto da Riccardo Limongi dal Comune di Napoli



Finalmente una guida allo straordinario sottosuolo di Napoli. In occasione della nuova edizione di Futuro Remoto (la XXV ) parte “Viaggio al Centro della Terra”. Assieme all’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli è stata finalmente realizzata una rete tra tutti coloro che operano nel sottosuolo di Napoli. Tutti i vari percorsi sotterranei saranno finalmente gestiti come un vero circuito turistico e culturale. In una brochure (reperibile sul sito del Comune) si trovano le sintesi degli itinerari del sottosuolo della città.. Ne abbiamo già recensito alcuni e vi ricordiamo i principali.

Il Tunnel Borbonico è tra gli ultimi percorsi attivati e forse tra i più affascinanti. E’ in Vico del Grottone 4,a Monte di Dio ma si entra anche dal nuovo parcheggio di via Morelli. A breve anche un nuovo “Percorso avventura” addirittura in acqua su speciali zattere costruite su misura. Info 081 7645808 / 366 2484151

Catacombe di San Gennaro le storiche e antiche catacombe di Capodimonte. Di recente riorganizzate ingresso dal Tondo di Capodimonte 13. informazioni 081 7443714

Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore. La Napoli greca e romana nel cuore dei decumani. Ingresso da via dei Tribunali 316 affianco alla bellissima chiesa di San Lorenzo. Info 081 211 0860.

Cimitero delle Fontanelle. Lo storico cimitero con le famose”capuzzelle” adottate dai napoletani. Finalmente riaperto nel cuore della Sanità in via Fontanelle, 80. info 081 19703197.

Per millenni l’acqua che scendeva dalle colline ha eroso il vallone delle Fontanelle e della Sanità. Nel tempo si sono creati canali ai cui bordi sono state dislocate numerose cave per il tufo, materiale utilizzato fino a metà ‘900 per l’attività edilizia in tutta la città. Verso la metà del XVI secolo si iniziò a seppellire i morti, che all’epoca venivano interrati solo nelle chiese, nelle vecchie cave abbandonate. Un periodo terribile: la città fu flagellata da rivolte popolari, carestie, terremoti, e eruzioni del Vesuvio e, essendo il luogo isolato, fu qui che vennero raccolti i cadaveri delle vittime. La peste del 1656 fece circa 200.000 morti su 400.000 abitanti. Le cave vennero murate e poi i muri abbattuti  per far posto a nuovi morti. Il Cimitero delle Fontanelle fu destinatoseppellire le salme del popolo che non trovava posto nelle chiese interne alla città. Nel 1837 a seguito al colera furono portate in questo cimitero altre salmeOggi il cimitero, da poco riaperto, è un luogo particolare di strano e terribile fascino, di cui si raccontano anche molte leggende. Da vedere.

Catacombe di San Gaudioso. Sempre alla Sanità le altre storiche catacombe napoletane. In piazza Sanità 14. informazioni 081 7443714

Napoli sotterranea. Storico percorso tra i primi a Napoli ora con la possibilità di visitare anche l’acquedotto e il Teatro greco Romano. Da sempre in Piazza San Gaetano 68 nel cuore dei decumani. info: 081 296 944

Parco Archeologico Pausylipon e Grotta di Seiano. Alla Discesa Coroglio, 36 gestito dal Comune. Molto bella la grotta di Seiano. Informazioni 081 2301030.

Napoli e la Città sotterranea. Altro storico percorso nel sottosuolo. Ci si raduna in Piazza del Plebiscito (Gambrinus) e via nelle cavità della zona. Informazioni 081 400 256 / 333 9729 875

Borgo Vergini e Rione Sanità. Da qualche anno, oltre al borgo dei vergini e al quartiere sanità, si possono vedere gli ipogei funerari ellenistici. In Via Santa Maria Antesaecula, 126 Informazioni 347 5597 231

Il Museo del Sottosuolo. In Piazza Cavour, 140 Ci consente la visita al ricovero antiaereo di piazza Cavour Informazioni 340 7809 779-339 5058 997

Sotterranei di Castel Nuovo. In Piazza Municipio, che in occasione degli scavi della Metro ci sta facendo scoprire una Napoli antichissima. A cura del Comune info 0817956160/61/62.

Succorpo dell’Annunziata. Sempre a cura del Comune un viaggio nelle profondità della Terra. In Via dell’Annunziata 34. Informazioni 081 7956160/61/62

Terra a cuore aperto. E’ un’associazione speleo archeologica culturale che organizza visite nel sottosuolo napoletano. prenotazioni e informazioni: 347 645 5332

Teatro Instabile. Presso il Teatro di Vico Fico Purgatorio ad Arco, 38 Si organizzano rassegne cinematografiche e anche altre iniziative prenotazioni e info: 3384731271.

Futuro Remoto - Presso la Fondazione Idis-Città della Scienza in Via Coroglio, 104 in occasione della XXV edizione di Futuro Remoto “Un viaggio al centro della terra” informazioni 081 2420024

Fonte : Napolidavivere.

I sotterranei di Napoli sono ineguagliabili e ti riportano indietro nei secoli. Vieni a Napoli al nostro b&b a Napoli , Casa Mira Napoli , e resterai incantato……

Ti guideremo nelle tue scelte e nella tua vacanza, passo passo.



Anche per quest’anno dall’inizio di  dicembre  fino all’Epifania  sarà un brulichio incessante di appassionati di arte presepiale o semplici curiosi. I vicoli tra Piazza San Domenico Maggiore e i Tribunali, passando per Via San Biagio dei Librai fino a San Gregorio Armeno, sono gremiti di persone sino all’inverosimile.

E’ proprio lì, tra il decumano maggiore e il decumano minore, che si concentra tutta la produzione artigianale napoletana di pastori e di presepi: una tradizione che non trova eguali al mondo e che richiama turisti in ogni periodo dell’anno.

Le botteghe di San Gregorio Armeno, infatti, sono aperte oltre il periodo natalizio, in quel ritmo senza fine di un lavoro che va avanti da generazioni.

Risale al Settecento la grande diffusione del presepe (ma se ne ha notizia già intorno al 1025), durante il regno di Carlo III, quando cominciò a farsi strada il mestiere del “figurinaio”, creatore di pastori di terracotta o di ceramica, dipinti a mano e abbigliati di tutto punto. Al mestiere del figurinaio si ricollega un nome illustre, quello di Giuseppe Sanmartino, autore, tra l’altro, del celeberrimo Cristo Velato, conservato nella Cappella di San Severo di Napoli.

E allora, in una delle tante botteghe artigiane del cuore di Napoli, si possono acquistare, anche in questo periodo, statuette di terracotta o di stoppa, con l’anima di ferro e la testa di ceramica: popolani e re magi, sacra famiglia e accessori di tutti i tipi, oltre, ovvio, a presepi di qualsiasi dimensione, in miniatura o in campana. E ancora: contadini, pescatori, artigiani, mendicanti, tutto un popolo colto nelle attività quotidiane o in momenti di svago, nei mercati, nelle botteghe, nelle taverne, nelle vie e nelle piazze, in scorci di vita cittadina o paesana.

La storia del presepe

Si avrebbe notizia del presepe a Napoli già nel 1025, in un documento che nomina la Chiesa di Santa Maria del presepe, e nel 1324, quando viene citata ad Amalfi una “Cappella del presepe di casa d’Alagni”.

E’ nel XV secolo che compaiono i primi “figurarum sculptores”, autori di sacre rappresentazioni in chiese e cappelle napoletane (San Giovanni a Carbonara dei fratelli Pietro e Giovanni Alemanno, San Domenico Maggiore, Sant’ Eligio e Santa Chiara). Si tratta di statue lignee policrome a grandezza naturale, in atteggiamenti di intensa religiosità, poste davanti ad un fondale dipinto.

Verso la metà del 1500, nasce il presepe moderno. Secondo la tradizione vuole, nel 1530, San Gaetano da Thiene crea, nell’oratorio di Santa Maria della Stelletta, un presepe con figure in legno abbigliate secondo i costumi del tempo. Nel corso del secolo iniziano anche a comparire i primi accenni al paesaggio in rilievo, mentre al bue e all’asinello si aggiungono cani, pecore e capre. Nel 1627 si giunge alla realizzazione del primo presepe mobile a figure articolabili, allestito dai padri Scolopi nella loro chiesa alla Duchesca intitolata alla Natività, oggi scomparsa

La maggiore diffusione del presepe a Napoli si ha nel ‘700 e coincide con il Regno di Carlo III di Borbone, sovrano che riporta il capoluogo partenopeo a un’intensa fioritura culturale e artistica, testimoniata, appunto, anche dalla magnifica produzione presepiale.

Le tecniche di realizzazione dei personaggi presepiali mutano, sostituendo la statua scolpita con manichini dotati di un’anima di filo di ferro, arti in legno e teste di terracotta ricavate da piccoli stampi. Quella del “figurinaio” diviene una vera professione, che richiama all’opera anche le donne di casa per il taglio e la cucitura delle vesti. Nasce, inoltre, lo “scoglio”, una sorta di sperone roccioso che, a seconda delle dimensioni può ospitare la scena della sacra famiglia o costituire la base per tutto il paesaggio presepiale.

Anche la grotta vera e propria, con una miriade di Angeli, viene sempre più spesso sostituita con le rovine di un tempio pagano. Ne è esempio eccellente il Presepe Cuciniello, conservato presso il Museo di San Martino. La scena della Natività è sempre più defilata rispetto allo scenario circostante, carico di personaggi e paesaggi, tra i quali spicca il corteo dei magi reso più esotico.

Lo stesso re si circonda di scenografi, artisti e architetti, tra i quali il Nauclerio che, attraverso tecniche di illuminazione, simulava il passaggio dal giorno alla notte e viceversa, e Cappello, De Fazio e Mosca. La regina e le dame di corte confezionano minuscoli abiti per i manichini con le stoffe tessute negli opifici reali di San Leucio. Il presepio, immenso, viene allestito in alcuni saloni del Palazzo Reale di Napoli, con centinaia di personaggi e una gran cura per i dettagli.

Anche il resto del popolo ha il suo presepe, ogni casa ne ha uno, seppure con pochi pastori, dentro la cosiddetta “scarabattola”, una teca da appendere al muro o tenere sul comò.

Visita i Pastori di San Gregorio Armeno ed i Mercatini di Natale, dal B&B Casa Mira Napoli e non ti pentirai….



InferNapoli di Peppe Lanzetta

Il Chiaja Hotel de Charme e il Centro di Poesia vi invitano ad un altro imperdibile appuntamento della stagione 2011-2012 della Rassegna Poetè - ciclo di letture poetiche (e non solo) infuse di teina

Giovedì 27 ottobre, alle ore 18.30, nel salottino del Chiaja Hotel de Charme in via Chiaia 216 (1° piano) a Napoli, Claudio Finelli presenterà
inferNapoli di Peppe Lanzetta

L’incontro sarà, come di consueto, condito da tè e biscottini.

Ingresso libero.
Per info e prenotazioni :
Claudio Finelli - tel. 349.4784545 - claudiofinelli1@virgilio.it

In collaborazione con:
Lalineascritta - Laboratorio di Scrittura Creativa
Napoligaypress.it
Con il patrocinio morale di Iken Onlus

Il Chiaja Hotel de Charme, ricavato dall’ antica dimora del Marchese Nicola Lecaldano Sasso La Terza, è segnalato su tutte le maggiori guide turistiche internazionali.
Nel suo salottino sono ospitati nel corso dell’anno eventi, mostre ed incontri culturali.
Il Chiaja Hotel de Charme è il tuo salotto nel cuore del “salotto” di Chiaia.
www.hotelchiaia.it

Il Centro di Poesia, che ha ricevuto il patrocinio morale della Facoltà di Lettere dell’Università Federico II di Napoli, è un’associazione senza scopo di lucro creata da Antonio Cuccurullo. Si avvale del coordinamento artistico-letterario di Claudio Finelli ed ha quale Direttore Scientifico il Prof. Corrado Calenda

Fonte Claudio Finelli

Dal nostro b&b Casa Mira Napoli , potrai raggiungere a piedi via Chiaia con una bella passeggiata….. Ti aspettiamo



Il 14 e il 15 novembre  arriva  anche a Napoli, al Teatro Augusteo in piazzetta Duca d’Aosta 263, “Anestesia totale”, il nuovo spettacolo di Marco Travaglio

Il tour nazionale è partito da Bologna ad aprile scorso, per toccare poi le principali città italiane e non solo.

Il titolo si riferisce alla condizione attuale della società italiana, “anestetizzata” dalla (dis)informazione dei media e dall’indifferenza generale che serpeggia tra l’opinione pubblica; condizione dalla quale Travaglio si propone di riscuoterci.

Il biglietto in poltrona costa 30,00 €, in poltroncina 22,00 €.

Da non perdere  la performance del giornalista e scrittore che ha attirato su di sé in egual misura forti critiche e consensi grazie alla sua caustica ma lucida disamina della attuale situazione politica e sociale italiana.

Fonte : Napolidavivere

Non mancate , e potrete visitare Napoli in un momento di entusiasmo .



Grande mostra dello Spagnoletto al Museo di Capodimonte ,
il caravaggista più influente del ‘600

Un ritratto dell’ artista

NAPOLI - C’era sostanzialmente un vuoto nell’opera di Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto, lo straordinario pittore iberico che legò la sua carriera e le sue fortune alla città di Napoli, diventandone l’esponente caravaggesco più influente della prima metà del Seicento. Ed era quella legata ai suoi iniziali anni in Italia, quelli giovanili, quando appena diciassettenne giunse da Valencia, per poi muoversi fra Roma, l’Emilia e Napoli, città frequentata con viaggi più occasionali, preparatori forse del matrimonio con la sedicenne Caterina, figlia dell’influente pittore siciliano Giovanni Bernardino Azzolino. Prima, cioè, del definitivo trasferimento all’ombra del Vesuvio avvenuto nel 1616. Ebbene questa mostra intitolata appunto. «Il giovane Ribera tra Roma, Parma e Napoli 1608-1624», che si inaugura oggi alle 18 al Museo di Capodimonte, nella Sala Causa (fino all’8 gennaio), e che deriva in gran parte dall’altra mostra del Prado tenutasi in primavera, intende proprio colmare questo vuoto, presentando una credibile ricostruzione di quei tre lustri con opere che dichiarano la propria appartenenza alla produzione del maestro nato a Játiva nel 1591. (E in arrivo in primavera una mostra su Artemisia Gentileschi).

Come hanno spiegato nella presentazione di ieri gli studiosi riberiani e curatori Javier Portùs e Nicola Spinosa, tale assenza si spiegava con la perdita nel tempo delle opere realizzate durante un breve soggiorno tenutosi a Parma tra il 1609,1610 e il 1611, di cui si conosce solo di un «San Martino che divide il manto con il povero», e l’attribuzione fatta da Roberto Longhi di un nutrito nucleo di dipinti ad un anonimo Maestro del Giudizio di Salomone, cosiddetto dal soggetto di una tela della Galleria Borghese a Roma, ed in cui lo storico toscano intravedeva la mano di un pittore di origine francese attivo a Roma in area caravaggesca. Partendo proprio da qui, invece, e grazie ad un articolo pubblicato nel 2002 sulla rivista «Paragone» dallo studioso Gianni Papi, il corpo della sua produzione romana (ma non solo) ha cominciato a prendere forma, recuperando al suo talento quei lavori precedentemente non attribuiti a lui. Come avrà modo di costatare lo stesso visitatore della mostra, osservando con attenzione «Il giudizio di Salomone» della Galleria Borghese, ma anche la serie degli «Apostoli» della raccolta Longhi a Firenze, il «Mendicante» della Galleria Borghese, appartenente al cardinale Scipione, la «Liberazione di San Pietro dal carcere» della stessa galleria romana, già assegnato a Pierfrancesco Mola, e, di poco posteriore, il San Pietro e San Paolo» di una collezione inglese. Per quanto riguarda le altre opere databili tra il 1614 e il 1615, si tratta di apostoli, padri della Chiesa o filosofi dell’Antichità, come l’Origene di Urbino, il Sant’Antonio Abate di Barcellona e, non esposti al Prado, il Sant’Agostino di Palermo o il Ritratto virile della Gemäldegalerie di Berlino. Verso la fine del 1615 si colloca la Negazione di san Pietro della Galleria Corsini di Roma che, già assegnata al Maestro del Giudizio di Salomone, è invece l’opera più caravaggesca realizzata a Roma. A cui si collegano il ciclo dei Sensi, dipinto fra Roma e Napoli, per un collezionista spagnolo (Pedro Cussida?) e oggi dispersa in più sedi.

Nella sezione del periodo tra Roma e Napoli, non è facile datare con precisione se appartengono al prima o dopo il definitivo trasferimento di Ribera nella capitale del Viceregno. Si collocano in questa fase opere, con filosofi, apostoli e crudeli martirî, ancora di schietta matrice naturalista e di straordinaria resa pittorica nei panneggi, negli incarnati, nei ritratti e nelle loro espressioni. Da segnalare fra le altre, il Democrito (o Geografo sorridente); il Sant’Andrea in preghiera e il Martirio di san Bartolomeo di Osuna, commissionato nel 1617, con Ribera appena trasferitosi a Napoli. Dove fra l’altro furono eseguite le ultime straordinarie opere del ciclo come la notevole Resurrezione di Lazzaro del Prado, con il grande Calvario di Osuna « dipinto verso la fine del 1618 per la moglie del viceré di Napoli » e con i due dipinti sul tema della Maddalena di Capodimonte e di collezione privata, già Chigi.
Fonte : Il Corriere del Mezzogiorno.



Novità al teatro più antico d’Europa. Il San Carlo di Napoli diventa da oggi anche museo e archivio storico: un progetto moderno, multimediale e interattivo.
Un progetto all’avanguardia è quello realizzato dalla responsabile Laura Valente. Il San Carlo di Napoli ospita ora un museo e un archivio storico multimediali di grande interesse per gli appassionati e per i cultori, ma al tempo stesso stimolante anche per i più giovani e per i neofiti. Seguendo la tipologia dei più moderni musei europei è stato messo su il Memus, “luogo - al tempo stesso - di memoria e di innovazione”. Qui i visitatori resteranno estasiati, rivivendo oggi le più grandi rappresentazioni di ieri. Il Memus, inaugurato quest’oggi con l’arrivo in città del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, sarà accessibile dal primo ottobre in ogni momento e da ogni posizione, anche grazie ad un’applicazione per IPad.
Di Antonio Mileo

Vieni a Napoli in questa occasione…. al B&B Casa Mira Napoli, puoi arrivare al San Carlo a piedi con una bellissima passeggiata sul Lungomare….



“Futuro Remoto. Un viaggio tra scienza e fantascienza”, è una delle più importanti manifestazioni di divulgazione della cultura scientifica e tecnologica del panorama italiano ed europeo.
Da Città della Scienza parte quest’anno un affascinante viaggio nelle profondità della Terra! L’occasione per immergersi in ambienti inesplorati, scoprire le bellezze sepolte del nostro Pianeta, rivivere l’emozione di un’eruzione vulcanica e di un terremoto e scoprire come difendersi in caso di catastrofe naturale.
Nata nel 1987, e imperniata ogni anno attorno alla presentazione di un tema monografico diverso, la manifestazione multimediale - ideata e organizzata dalla Fondazione Idis-Città della Scienza - contribuisce significativamente ad avvicinare alla scienza e all’innovazione tecnologica studenti, addetti ai lavori e cittadini campani, italiani e stranieri, coinvolgendo ogni anno circa 60.000 visitatori di tutte le età. Viaggio al centro della Terra propone un’avventura per rivivere da protagonisti alcuni importanti eventi naturali che hanno segnato la storia dell’umanità. Catastrofiche eruzioni vulcaniche e sconvolgenti terremoti sono lo spunto per intraprendere un viaggio verso le “profondità” della Terra, per indagare le origini della sua “turbolenza” e per incontrare i sorprendenti esseri che hanno abitato il nostro Pianeta nel passato. Futuro Remoto 2011 è anche l’occasione per scoprire come oggi l’uomo può minimizzare i rischi che derivano dalle eruzioni vulcaniche e dai terremoti e come il rischio stesso possa rappresentare anche una possibilità di crescita, sia essa tecnologica, economica e culturale!
La “Terra” che accoglie i visitatori di Futuro Remoto 2011 è il palcoscenico di “spettacoli” naturali in grado di suscitare emozioni e sentimenti diversi, dallo stupore e la meraviglia di fronte alle bellezze che emergono dalle sue profondità, allo sgomento e al terrore che nascono da eventi estremi in grado di sconvolgere gli equilibri del Pianeta.
In una passeggiata per le strade di Pompei, ad esempio, i visitatori assisteranno in diretta all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Vedranno cadere dal cielo le pomici e le ceneri che seppellirono la città e saranno “travolti” dalla nube ardente che sigillò case, strade e azioni dell’uomo. Vivranno poi l’emozione di ritrovarsi all’interno di una capanna dell’Età del Bronzo, prima che questa venisse distrutta da un’eruzione ben più antica - datata circa 3.800 anni fa - dello stesso vulcano campano.
“Viaggio al Centro della Terra” si propone in definitiva come una grande mostra arricchita, inoltre, da incontri, conferenze, laboratori scientifici e creativi, spettacoli e una rassegna di film e documentari, giocando, come nella migliore tradizione, tra scienza e fantascienza.

Un’occasione imperdibile , da Casa Mira Napoli pochi minuti.